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SRI: cresce il coinvolgimento degli operatori previdenziali

È quanto emerge dalla ricerca del Forum per la Finanza Sostenibile sulle politiche di investimento sostenibile dei piani previdenziali italiani



Forum per la Finanza Sostenibile, 20 Dic 2019 - 13:10

Lo scorso novembre, in occasione della giornata conclusiva della Settimana SRI – tra i principali appuntamenti in Italia interamente dedicati alla finanza sostenibile – sono stati presentati i risultati della quinta edizione della ricerca sulle politiche di investimento sostenibile degli investitori previdenziali italiani, condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Mefop e  MondoInstitutional.

Secondo i risultati dell’indagine, la maggioranza dei piani applica strategie d’investimento sostenibile e responsabile (SRI) o ne valuta l’introduzione: il 47% dei rispondenti dichiara infatti di aver adottato una politica SRI alla gestione patrimoniale; la maggioranza dei piani (oltre il 58%) che attualmente non integrano criteri di sostenibilità ha già avviato valutazioni in merito. Oltre metà dei piani attivi in termini di SRI applica strategie di investimento sostenibile a una porzione del patrimonio gestito superiore al 75%.
In linea con i risultati dell’European SRI Study 2018 promosso da Eurosif, la strategia più diffusa è quella delle esclusioni, trasversalmente rispetto alle diverse asset class. Seguono best in class, impact investing e convenzioni internazionali. Gli investimenti tematici sono applicati soprattutto in riferimento a tre tipologie di investimenti alternativi: settore immobiliare, private equity e infrastrutture. L’engagement vede una minore applicazione, probabilmente a causa delle complessità organizzative: il recepimento della Direttiva Shareholder Rights II*  potrà svolgere un ruolo importante nel dare impulso a iniziative di dialogo con le imprese investite e di azionariato attivo.
Quali sono le motivazioni che spingono gli investitori previdenziali verso l’SRI? La maggior parte dei piani che hanno risposto al questionario d’indagine ha citato la volontà di contribuire allo sviluppo sostenibile e di gestire più efficacemente i rischi finanziari. Quest’ultimo elemento denota la consapevolezza della rilevanza finanziaria (“materialità”) dei temi ambientali, sociali e di governance (ESG, dall’inglese Environmental, Social and Governance), coerentemente con quanto previsto dalla Direttiva IORP II, recentemente recepita nel nostro ordinamento**.

Per quanto riguarda il ruolo del Consiglio di Amministrazione, per il 64% dei piani attivi in termini di SRI il CdA definisce l’approccio all’investimento in termini generali, lasciando al gestore il compito di tradurlo dal punto di vista operativo: in questi casi, le competenze del gestore assumono una rilevanza significativa. La quasi totalità (93%) dei rispondenti attivi dichiara che il CdA valuta almeno annualmente le performance degli investimenti dal punto di vista della sostenibilità.

Sebbene l’integrazione dei criteri ESG nelle decisioni di investimento resti una scelta volontaria,
il quadro normativo diventa sempre più stringente. I decreti di recepimento delle Direttive europee IORP II e Shareholders Rights II imprimono una forte accelerazione in ottica di sostenibilità degli investimenti. IORP II, infatti, elenca gli aspetti di sostenibilità tra i fattori di rischio; mentre SRD II incoraggia un maggiore attivismo degli investitori in ottica di lungo periodo, chiedendo loro di comunicare (secondo il principio del comply or explain) la politica di impegno adottata, le modalità di attuazione e i relativi risultati.
Infine, gli stress test EIOPA, coerentemente con i contenuti delle Direttive sopra menzionate, misurano i rischi derivanti dalla transizione a un’economia a basse emissioni. Risulta quindi imprescindibile per gli investitori previdenziali individuare e valutare i rischi ESG, che risultano ormai parte integrante dei rischi “tradizionali” (rischio di mercato, rischio di controparte, rischio di debito, ecc.).***

 

* La Direttiva è stata recepita in Italia dal D.Lgs. n. 49 del 10 maggio 2019. Il Decreto è entrato in vigore il 10 giugno 2019, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

** Direttiva (UE) 2016/2341, recepita in Italia con D.Lgs. n. 147 del 13 dicembre 2018. La menzione alla gestione dei rischi di sostenibilità è esplicitata all’art. 25, comma 2, lettera g).

*** Secondo quanto emerso dalla relazione di Justin Wray, Head of Policy Department di EIOPA, durante l’evento conclusivo della Settimana SRI.

 

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